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MODELLO EDUCATIVO B.A.M.    BASTA   ALZARE   LE MANI

 

Nuove strategie e tecniche efficaci in ambito educativo-scolastico

 

 

“Dobbiamo saper tenere la giusta distanza, capire quando è il nostro momento”

di Silvia Poletti

 

ORIGINE DEL MODELLO

Nel 2008, con la mia famiglia, feci una vacanza in Canada precisamente a Pointe Claire (Montreal). Appena atterrati noleggiammo una macchina. Dopo pochi chilometri arrivammo ad un incrocio nella graziosa cittadina di Pointe Claire, ma rimanemmo molto sorpresi. Infatti, come si può notare nell’immagine che rappresenta il modello B.A.M., ognuna delle quattro strade che convogliavano nell’incrocio aveva uno STOP. Accostammo perplessi, non sapendo cosa fare, chi toccava? Osservammo il via vai delle macchine per qualche minuto e dopo ben un quarto d’ora capimmo! Passava chi arrivava per primo, poi il secondo, il terzo e il quarto.

Inutile dire che rimasi molto sorpresa, abituata da sempre ad avere o un semaforo o un cartello che indica chi deve dare la precedenza o un vigile che regola il traffico. Perché li riuscivano senza problemi da soli a regolarsi? Con il passare dei giorni e conoscendo la cultura locale capii. Fin da piccoli, sia in famiglia che nel contesto sociale, gli abitanti di quel luogo erano stati abituati a fermarsi, osservare, ascoltare e capire quando era il loro momento. Da questa esperienza incredibile, soprattutto per noi, per la nostra cultura, abituati da sempre a dover alzare la mano ed aspettare che il docente ci dica quando tocca noi o ad attendere che un semaforo diventi verde per proseguire, nasce il modello B.A.M., BASTA ALZARE LE MANI. Sperimentato in diverse scuole e condiviso con molti docenti è sempre interessante sperimentare che è molto più facile eduformare i bambini, fin da piccoli, ad “ascoltare anche con gli occhi”, ad avere uno sguardo attento a ciò che li circonda e ad autoregolarsi che cercare di farlo noi. E’ sicuramente un cambio di paradigma significativo e importante, apparentemente non semplice da fare, ma se compreso e agito quotidianamente, unito alle altrettanto fondamentali abilità di Comunicazione e Problem Solving Strategico (Nardone-Watzlawick) saprà dare una marcia in più a tutti quei docenti che vogliono fare la differenza diventando punti di riferimento e veri maestri di vita.

 

 “I tuoi alunni dimenticheranno ciò che dici…ma ricorderanno come li hai fatti sentire”(Cit.)

 

La scuola è la seconda istituzione sociale dopo la famiglia ad occuparsi dei nostri figli, ma spessissimo sale di classifica e diventa la prima, infatti i nostri bambini-ragazzi passano più tempo a scuola che con i loro familiari, per questo è fondamentale stringere forti alleanze educative.

È importante che gli insegnanti, pur nella complessità e nei limiti dell’istituzione scolastica, diventino persone che sappiano attrarre a se per poter poi guidare lo sguardo degli alunni alla scoperta di se stessi, delle proprie capacità e del mondo. Abbiamo bisogni di adulti affascinanti.

Per farlo, concordo con Ken Robinson, uno studioso americano delle scienze umane, è necessario cambiare i paradigmi dell’educazione, costruire una scuola che consideri gli alunni nella loro globalità e non per classi di età, che tenga presente i vari tipi di intelligenze e non si fermi a valutare QI (Quoziente Intellettivo). Abbiamo bisogno di docenti che “si giochino” in prima persona e che capiscano che solo attraverso la relazione educativa possono conquistare lo sguardo, l’ascolto degli studenti e stimolare in loro la voglia di imparare! E non di meri trasmettitori di cultura, per questo basterebbe la LIM o un semplice PC. Fortunatamente nella mia esperienza ho conosciuto diversi docenti affascinanti con i quali ho messo in pratica e condiviso quotidianamente questa idea di scuola. Con loro ho potuto sperimentare diverse metodologie didattiche, ma soprattutto un diverso modo di insegnare, di educare, di formare.

 

I docenti devono essere un punto di riferimento dal quale imparare ad imparare.

Da qui è nato il modello edu-formativo BAM (Basta Alzare le Mani)

 

Basta Alzare le Mani parte dal presupposto, apparentemente rivoluzionario, che “l’alzata di mano”, come modalità per chiedere la parola in classe, sia non solo poco efficace ai fini di ottenere un clima favorevole all’ascolto, ma addirittura diseducativa.

Avere sempre qualcuno che ci dice quando tocca a noi, ovvero quando è il nostro momento, non ci aiuta a rimanere in un atteggiamento di ascolto attento dell’altro e della situazione, privandoci altresì di sviluppare competenze chiave come AUTONOMIA, ASCOLTO, AUTOREGOLAZIONE, AUTOVALUTAZIONE E AFFERMAZIONE.

Alzare la mano per prendere la parola, se in alcuni momenti può essere utile, non deve diventare una modalità per interagire durante una conversazione in gruppo, perché, in tal caso, non servirebbe ad altro che ad inibire il bambino nella sua capacità di comprendere quando è il proprio momento, per muoversi, intervenire, agire…Imparare a delegare altri nella presa di decisione di quand’è il momento GIUSTO per se stessi, corrisponde a perdere autonomia.

In questo manuale sono descritti obiettivi, metodologie, strategie comunicative e relazionali e di problem solving che possono aiutare concretamente i docenti a potenziare le proprie competenze per riuscire a gestire il gruppo classe, le singole situazioni problematiche e diventare affascinanti.

 

 

Le tematiche dell’offerta formativa

 

STRUMENTI PER GESTIRE E FORMARE IL  GRUPPO CLASSE

E PREVENZIONE DEL FENOMENO DEL BULLISMO

 

 

 

NUOVE STRUMENTI E STRATEGIE COMUNICATIVE

 

 

 NUOVI STRUMENTI E STRATEGIE RELAZIONALI

 

 

  STRUMENTI E STRATEGIE DI PROBLEM SOLVING STRATEGICO

 

 

 STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE DEI BISOGNI E LA COSTRUZIONE DELL’AUTOSTIMA

ATTIVITÀ ESPERIENZIALI E GIOCHI EDUCATIVI

 

 

 

 

 

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